• Irene Sibella

Inventarsi: risorsa o limite?

Aggiornato il: apr 18



“Cosa voglio fare da grande?” o “Chi sono io?”.


Domande assai scomode a cui è diventato, nel corso degli anni, sempre più difficile dare una risposta.

Il mio percorso di studi e la mia esperienza nella società odierna mi portano inevitabilmente a chiedermi se le domande che aprono questo articolo portino con sé sfumature di senso differenti, legate ai diversi periodi storici in cui la si può trovare.

Cosa avrebbe risposto mio nonno, o anche solo mio padre, ad una domanda del genere? E mia madre? Cosa rispondiamo noi a questo quesito?


Il tema dell’inventarsi appartiene solamente alla modernità, ossia ad un contesto storico che viene fatto coincidere, cronologicamente, con la scoperta dell’America, periodo in cui l’essere umano si riappropria del tema dell’identità personale: la questione del “chi voglio diventare” si problematizza, poiché diventa piena responsabilità dell’individuo.


In questo momento storico ci ritroviamo tutti, giovani e adulti compresi, a vivere le conseguenze di questo radicale cambiamento. Pensiamo a tutti coloro che perdono il lavoro e si trovano a chiedersi “cosa so fare io?”: non è forse una trasposizione della domanda iniziale?

Imparare un nuovo lavoro, così come altre sfide che l’esistenza ci pone di fronte, non significa soltanto acquisire una serie di informazioni e conoscenze ma significa rivedere, trasformare un proprio modo di essere (appunto re-inventarsi) per aprirsi ad una nuova possibilità e a nuovi progetti. Emblema della questione che sto affrontando, se vogliamo, è Walter A. White, il famoso protagonista della serie “Breaking Bad”: costretto da alcune situazioni di vita drammatiche, il professore re-inventa sé stesso totalmente, si rivoluziona scoprendo nuove possibilità.

Abbiamo un altro esempio interessante di come il contesto influenzi il tema della riappropriazione di possibilità autentiche nel romanzo autobiografico di Jack Kerouac “Sulla strada”: un contesto completamente differente ma significativo e una ricerca coast-to-coast di nuove possibilità ci offrono uno spaccato di mondo, quello della Beat Generation, in cui il tema della ricerca è fondamentale.


Insomma, inventarsi è un tema proprio dell’essere umano, nel bene e nel male: questa nostra flessibilità e progettualità ci permette di realizzarci, senza però prescindere dal contesto in cui oggi viviamo, fatto di precarietà, di continue sfide e in continuo avanzamento. Non c’è tema più attuale e delicato di questo, pieno di contraddizioni e di difficoltà e non è un caso che una grossa parte dei disagi vissuti dalle persone oggi sia proprio legata a questo aspetto.

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